Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini

Museo

sabato, domenica e lunedì

09:00 – 17:00

Biblioteca

dal lunedì al venerdì

09:00 – 15:00

Istituto

dal lunedì al venerdì

09:00 – 15:00

L’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia è l’unico istituto di ricerca Greco all’estero.

È stato fondato nel 1951 nell’ambito di un accordo culturale tra Grecia e Italia, che ha provisto di fondare un istituto scientifico a Venezia da una parte e la riapertura della Scuola Italiana di Archeologia e dell’Istituto Italiano ad Atene – chiusi durante la Seconda Guerra Mondiale – dall’altra. Nel 1953 l’Istituto “ereditò” tutti i beni immobili e mobili della Comunità Greco-Ortodossa di Venezia con la condizione che quest’ultima fosse sovvenzionata per il suo mantenimento.

L’Istituto ha sede nell’edificio del Collegio Flangini di una volta, radicalmente ristrutturato e inaugurato nel 1959. Lo scopo attuale dell’Istituto è principalmente quello di studiare la storia bizantina e post-bizantina, nonché la storia del territorio greco occupato dai Veneziani, cioè i possedimenti veneziali dell’Oriente (lo Stato da Mar). Nel rispetto dei suoi obiettivi, l’Istituto organizza congressi, seminari e conferenze, incontri scientifici internazionali; di più, fa edizioni di libri scientific sistematicamente e sopratutto l’edizione annuale della rivista scientifica Thesaurismata. Collabora con istituti scientifici in Grecia e all’estero.

La sua attività che deriva direttamente dalla tradizione del Collegio Flangini riguarda l’istituzione delle borse di studio, secondo quale ricercatori greci conducono le loro ricerche di dottorato e post-dottorato negli archivi e nelle biblioteche di Venezia avendo come sede le stanze dell’Istituto e approfitandosi dal circolo scientifico ed educativo esistente nel cuore dell’Europa.:

Il primo direttore dell’Istituto fu la professoressa dell’Università di Leida nei Paesi Bassi Sofia Antoniadis (1955-1966), seguita dal professore dell’Università di Salonicco e poi membro dell’Academia d’Atene Manousos Manousakas (1966-1982). La serie degli direttori prosegue con il professore dell’Università di Creta Nikolaos Panayotakis (1989-1997), la professoressa dell’Università di Atene e poi membro dell’Academia d’Atene alla sede di Manousakas Chryssa Maltezou (1998-2013) e il professore dell’Università di Ioannina Georgios Ploumidis (2013-2019). Nel 2020 Vassileios Koukousas, professore dell’Università Aristotele di Salonicco, ha assunto la carica di presidente dell’Istituto Ellenico.

Νομικό  Καθεστώς Ελληνικού  Ινστιτούτου Βενετίας.

Ρύθμιση θεμάτων εσωτερικής λειτουργίας.

Complesso Monumentale

La Chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci

La ricostruzione della chiesa di San Giorgio dei Greci iniziò nel 1536, su un terreno che era stato acquistato qualche anno prima dai Greci di Venezia. Fu completata nel 1577. Gli architetti Sante Lombardo e Zuanantonio Chiona avevano la sovrintendenza dei lavori in genere, mentre per il gynaeconitis della chiesa era fabbricato a disegno del famoso architetto Andrea Palladio. La chiesa era decorata con icone portate con sé da profughi di Costantinopoli, come la granduchessa Anna Notara, ma anche da altre zone, con opere di importanti pittori, come Michele Damaskinos, Emmanuel Tzane Bounialis, Tommaso Batha e altri. L’illustrazione della cupola fu assegnata a Giovanni il Cipriota, che lavorò sotto la supervisione del notevole pittore veneziano Jacopo Tintoretto.
Le istruzioni su come decorare erano chiare: tutto doveva essere fatto secondo la maniera greca, cioè lo stile greco. Il pulpito nella sua forma attuale è opera di Giovanni Grapiglia (1597). I mosaici di Supplicazione (Déisis) sulla facciata della chiesa furono realizzati nel 1564-1574; del Passo Santo, furono realizzati nel periodo 1598-1602, con disegni di Thoma Batha, Giovanni Vlasto e Antonio Vasilachi. Il mosaico della Trasfigurazione avvenne nel 1664-1666, mentre il mosaico della Discesa nell’Ade nel 1886.

 

Campanile

Fu costruito nel periodo 1587-1592 sotto la supervisione dell’architetto Bernardo Ongarin. Nel 1589 fu installato il meccanismo dell’orologio. La sua costruzione è stata finanziata interamente dal lascito di Giacomo Samariari di Zante. La costruzione del campanile ha mostrato una pendenza sin dall’inizio della sua costruzione. Insieme a quello di Santo Stefano, è uno dei due campanili più inclinati di Venezia. All’inizio del XVII secolo furono costruite delle celle alla base del campanile, che servivano come residenza per i sacerdoti della chiesa. Nel periodo 1999-2006 sono stati eseguiti ampi lavori di ristrutturazione con il finanziamento della Fondazione di Pubblica Utilità Alexandros S. Onassis e della Fondazione Anastasios G. Leventis.

Collegio Flangini

Tommaso Flangini di Corfù ricco avvocato e mercante di Venezia decise, secondo suo testamento fatto nel 1644, di offrire una parte significativa delle sue proprietà per istituire una scuola d’educazione superiore per gli studenti greci. Il Collegio Flangini, come fu chiamato, iniziò a funzionare nel 1665. Come sua sede, aveva un edificio della Confraternita, costruito con fondi provenienti dal lascito Flangini e basandosi sui progetti dell’architetto veneziano Baldassare Longhena. Si trova nel cosiddetto Campo dei Greci, accanto alla chiesa di San Giorgio dei Greci e alla Scoletta, dove erano ospitati il ​​Consiglio di Amministrazione e l’Ospedale della Confraternita.
Tra i maestri del Collegio Flangini possiamo incontrare importanti studiosi, come Teofilo Coridaléa, Pacomio Doxarà, Mitrophani Critopoulo e Meletio Tipaldo. Secondo il regolamento, gli studenti dovevano essere ortodossi e di origine greca, preferibilmente Ciprioti o Corfioti, dai 12 ai 16 anni. Quelli studentri avrebbero frequentare corsi diversi per sei anni. Dodici di loro sarebbero pensionanti della scuola, mentre gli altri erano considerati come studenti esterni. I corsi includevano lezioni di lettere umanistiche, di retorica, filosofia e logica, teologia, matematica e geografia. Dopo la laurea, gli studenti possono proseguire gli studi presso l’Università di Padova.
La scuola ha operato per circa un secolo e mezzo. Circa sei cento studenti avevano frequentato le lezioni, molti dei quali in seguito lavoravano come insegnanti nelle scuole della patria greca. Gli studenti del Collegio Flangini, influenzati dallo spirito dell’Umanesimo del tempo, avevano fondato un’associazione filologica denominata Accademia degli Illesi. In collaborazione con i loro insegnanti avevano pubblicato due raccolte poetiche. Nel 1797, con l’arrivo di Napoleone, i fondi del lascito Flangini, che furono depositati presso la banca publica di Venezia (Zecca), furono confiscati dai Francesi, con risultato che la scuola fu portata al declino. Riaprì nel 1824 sotto il nome Scuola Greca di Flangini, per chiudere definitivamente nel 1905.

Scoletta di San Nicolò

Palazzina a due piani sul Campo dei Greci, accanto alla chiesa di San Giorgio detta Scoletta di San Nicolò. È opera del famoso architetto veneziano Baldassare Longhena, tardo XVII secolo. Al primo piano della sede della Confraternita si trovava l’Ospedale dei Poveri Greci, che operò dal 1678 fino all’inizio del XX secolo. Successivamente, questo spazio è stato trasformato in un museo unico del suo genere di icone bizantine e post-bizantine, inaugurato nel 1959 e radicalmente rinnovato nel 1999.
Al secondo piano si trova la Sala del Capitolo, sala riunioni della Confraternita dei Greci, oggi utilizzata per eventi e convegni dell’Istituto Ellenico.

Storia della Confraternita Ortodossa – Comunità di Venezia

Tracce della presenza greca a Venezia si trovano a partire dal medioevo e in particolare da quando la regione era una provincia bizantina. Commercianti, artigiani e artisti visitavano, per motivi principalmente professionali, la città delle paludi, e pian piano organizzavano le loro attività e la loro vita oppure lasciavano il segno della loro attività artistica.

Dopo la quanta crociata, il flusso di immigrati e profughi aumentò fino a raggiungere l’apice nei secoli successivi e soprattutto dopo le relative guerre veneto-turche.
La maggior parte della popolazione greca arrivò a Venezia dopo la caduta del 1453.